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VIVIANA
AMMANNATO
UN CAMMINO EVOLUTIVO TRAMITE L’ARTE
“L’Artista
emana il Sé interiore attraverso la sua arte e i suoi lavori che
camminano a pari passo con la sua evoluzione. Crea fuori quello che ha
dentro trasmutando se stessa tramite le sue opere le quali seguono il
percorso della sua trasmutazione interiore.
Osservando ogni sua opera e sintonizzandosi con essa è possibile
conoscere tutto su tradizione, significato e scopo dell’ opera stessa.
Il simbolismo e il contenuto sia nei colori che nei temi sono semplicemente
“lezioni esoteriche”. Si legge la memoria collettiva come
fosse un libro già letto. Il libro della Grande Opera Alchemica,
il grande cammino da percorrere per l’ immortalità.
Esistono due generi d’Arte. Quella soggettiva che si riferisce a
tutto ciò che è riproduzione meccanica o semplice fantasia
e quella oggettiva la “Vera Arte”, quella di Viviana, la quale
è contraddistinta dal fatto che in essa nulla è casuale,
tutto è simbolico-matematico-geometrico-musicale-pitagorico e può
essere compreso quasi in anticipo!
L'Artista è brava a manifestare il suo messaggio che trasmette
con mezzi a volte sorprendenti ma opportuni.
Ogni sua opera ha, su persone con un alto grado di sensibilità,
intuizione ed evoluzione, la potenza di svelare la Bellezza.”
Florentia
Primi
ARTE
E SPIRITUALITA'
A MILANO LA PRIMA COLLETTIVA DI ARTEINDACO
Giovedì
4 dicembre 2008, presso l'associazione “Energea” di Milano,
è stata inaugurata la prima mostra collettiva di “ArteIndaco”,
progetto artistico dedicato al rapporto tra arte e spiritualità.
Questa è la prima di una serie di esposizioni che avranno luogo
in varie città italiane e coinvolgeranno numerosi artisti.
In mostra, fino al 21 dicembre, le opere di: Ciro Palumbo, Akira Zakamoto,
Claudia Giraudo, Ada Muniel, Anna Maria Martini, Marida Maccari, Viviana
Ammannato, Alessandra Daya Arnoletti, Maria Elena De Maio Cacciotti, Elena
Copetti, Edimar Marcelo Costa, Cristina Gualmini e Manuela Marussi.
Il catalogo della mostra è a cura di Sergio Motolese e Pietro Abbondanza.
“ArteIndaco”
nasce nell'aprile 2008 da un'idea di Luca Motolese (in arte Akira Zakamoto),
in collaborazione con “Stazione
Celeste” e Bottega
Indaco.
Lo scopo di questo progetto è creare una rete di artisti che scandaglino
il tema della spiritualità attraverso la ricerca artistica. Un
luogo di incontro, dunque, tra persone desiderose di confrontarsi con
sensibilità affini, ma anche una fucina di linguaggi fecondi, versatili
e poliedrici, in divenire continuo, che attingono la propria forza da
matrici simili eppure diverse. Non ci sono canoni stabiliti aprioristicamente;
esiste solo l'anelito spontaneo e libero di potersi esprimere attraverso
il mezzo artistico inteso come strumento ermeneutico che dà forma
e intelligibilità alla dimensione interiore, a quella spinta atavica
che da sempre l'uomo custodisce dentro di sé: la propria trascendenza,
quel quid mistico e misterioso che scavalca l'immanenza per lambire il
divino.
Le apparenti aporie qui si smussano e si sciolgono, perché il trade
d'union non è una particolare forma di spiritualità o religione,
ma la religiosità profonda che alberga nell'essere umano, indipendentemente
dalla sembianza e dallo stilema che acquista quando si esteriorizza. La
libertà d'espressione, dunque, è la chiave per comprendere
il senso di questo progetto. La lettura avviene su metalivelli diversi
e a volte apparentemente dissimili, ma, paradossalmente, le differenze
esaltano la Bellezza, la incarnano e la valorizzano, elargendo un'armonia
eclettica che oltrepassa i paradigmi attesi per addentrasi in un territorio
più sottile e intrigante: quello, appunto, della libertà
di comunicare ciò che si sente nella maniera a sé più
congeniale e consona, senza regole e dogmi.
In “ArteIndaco” gli artisti non solo si incontrano, ma si
confrontano e si contaminano, in un percorso scevro da giudizi e pregiudizi.
Perché non c'è una “Verità” da svelare,
una teleologia da rivendicare, una via da intraprendere, e neppure alcun
intento catechizzante, per fortuna. Esiste solo il piacere di seguire
l'impulso che l'anima e l'intuito suggeriscono, senza schemi prefissati
né semiologie imposte. La significazione e la comunicazione non
seguono strade obbligate. Ognuno può attingere ai propri simboli
e al proprio sentire profondo, dando spazio alle proprie ancestrali e
intime risonanze. Un simbolismo escatologico sussiste sempre nelle opere
di tutti gli artisti di “ArteIndaco”, ma la decifrazione dei
simboli sta nell'individualità piuttosto che in una dottrina specifica
a cui dover aderire. In questo modo si scongiura il pericolo di creare
una setta autoreferenziale dove l'arte diventerebbe mera tautologia prevedibile
e scialba, espressione di postulati piuttosto che delle peculiarità
di ognuno. La ricerca gnoseologica e artistica non vuole essere di tipo
deduttivo, ma piuttosto induttivo, perché solo così è
possibile dare respiro all'Arte, concepita come sublimazione estetica
dell'universo spirituale di ogni essere umano.
“Bisogna
avere ancora del caos dentro di sé per partorire una stella danzante”
F. Nietzsche, “Così parlò Zarathustra”
Chiara Manganelli, in occasione della collettiva
di Arte Indaco

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