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Crescendo, il Dono ricevuto (così mi piace chiamarlo) si sviluppa con me... Cresce in ampiezza e profondità, impadronendosi di molto della mia vita, rivelandosi VEICOLO fondamentale di essa. Travolge la scuola che frequento, compagne, progetti, concorsi, studio... Sì, anche studio, rielaborato fin dalle scuole elementari alla luce di una sensibilità diversa. Ricordo che agli esami di 5° elementare, le maestre mi interruppero, chiedendomi cosa significavano per me i colori... In particolare, scelsi ad esempio il colore rosso. E dissi che era tutto e il suo contrario. E continuai al liceo ad alimentare, a volte anche inconsapevolmente, sì, questo Fuoco... Ascoltavo meglio le lezioni, se lasciavo che dalla mia mano uscissero quelle forme e quei mistici simboli che fremevano per prendere vita, alchemicamente, su tutto... Fogli bianchi, quaderni, banchi, diari, portapenne... Vestiti. Pelle. Dovunque ci fosse spazio, e anche laddove apparentemente non c'era, ad esaltare il vuoto senza riempirlo, senza ingombrarlo. Tra le tante cose, da piccola mi piaceva avvolgere nei disegni, il corpo femminile con vestiti colorati, lembi di tessuti, inventati da me, con forme spesso "rivoluzionarie" ed enigmatiche... Cerchi vuoti in mezzo, filigrane d'argento. E ho continuato, a fasi più o meno alterne, a farlo, finchè non ho messo in pratica, come potevo, la sacralità e l'espressività di un vestito su me stessa (lo faccio ancora oggi). "La nostra seconda pelle" che ci scegliamo, il nostro secondo abito, dopo il corpo. A 8 anni scopro il pianoforte e la pittura a olio... Mi esercito con una suora maltese gentilissima, di cui non scordo mai il tono di voce, faccio un saggio, suonando a 4 mani "Il Primo Cruccio", ed espongo per la prima volta. A 17 anni, esplode più esplicitamente ed eclatantemente che mai, la mia "FANTASIA" se così si può dire, o meglio, il... "mistero" delle cose, attraverso le mie mani. Inizialmente disegno molto in bianco e nero. I miei occhi si erano fatti forti abbastanza per saper vedere. Poi 'esplodono' i colori, un giorno, per Amore. Il mio Cuore si era fatto forte abbastanza per lasciar passare. Da lì non ho più smesso. Sulla tela cominciano a danzare moti e pensieri, Verità più grandi di Me stessa, e più semplici di un granello di sabbia. Uno scossone, la morte di una persona a me carissima, mio padre, non fa altro che acuire la profondità e l'immensità della mia "ricezione", come se attraverso quel solco, quella voragine, si potesse raggiungere il Paradiso. E così è stato. Il Paradiso era qui. è qui. Dopo il liceo (classico) mi iscrivo all'Accademia di Belle Arti di Palermo... Ma smetto dopo qualche mese, per via delle lezioni che mai si tenevano (disordini, confusione tra insegnanti e tra studenti, aule che non c'erano), e perchè quelle poche a cui ho assistito, spogliavano l'arte di ogni empatìa, di ogni potere rimarginante e curativo. Probabilmente sarò capitata in un periodo turbolento in quest'Istituto (lo era, per diversi motivi), ma penso che ci sia qualcosa nella propria Vita che va oltre le nostre intenzioni, qualcosa di cui abbiamo bisogno, che prima o poi arriva, sia che lo scegliamo, sia che lo attiriamo senza saperlo... è stato così che è entrato il rei-ki nella mia vita. Una "tecnica di massaggio energetico", diciamo così. Non è stato tanto il reiki in sè, quanto tutto quello che mi ha portato a conoscere... Persone preziose e cose dentro di me. Fino ad allora non ero mai stata veramente cosciente di cosa l'arte fosse in grado di fare in me, l'avevo solo 'vissuto' il suo potere senza comprenderlo. La comprensione apre nuove Porte. Ho scoperto qualcosa... E mi sono iscritta a un percorso triennale di Naturopatìa (medicine alternative) a Roma, facendo la spola da Palermo quasi tutti i mesi. Mi sono diplomata a dicembre del 2007. Nel frattempo ho esposto varie volte tra Palermo e Roma, anche se non ho mai creduto che il punto fossero le mostre, e ho cominciato anche a vendere qualche tela. Mai, comunque, a persone che non 'fossero' quella stessa tela che avevano scelto. L'ultima mostra è stata dal 4 al 21 dicembre a Milano presso lo spazio 'Energea', durante la prima collettiva di Arte Indaco, gruppo di artisti di cui faccio parte, che si occupa di scandagliare e scardinare i confini dell'Arte con il loro purissimo sentire. Oggi
vivo in provincia di Roma, mi sto specializzando presso “La Chorisia”
di Palermo come 'operatore olistico', e sicuramente altre opportunità
mi si profilano ancora all'orizzonte, tanto inattese quanto gradite...
“tracce da seguire”. Non so ancora se non continuare a frequentare
l'Accademia sia stato giusto o sbagliato per concezione comune. Quello
che so è che ho abolito "giusto" e "sbagliato"
dal mio vocabolario da tempo immemore ormai, forse non ci sono mai neanche
stati veramente. Sono qui... Ho seguito la Vita fin qui, anche la Morte
a volte, e quei venti forti e possenti che mi hanno sempre sospinto, in
accordo con le mie decise scelte. Mi meraviglio di fronte all'Esistenza,
ascoltandone i suoni, le vibrazioni e i colori, ammirandone il mutamento
attraverso questi... Come si dispieghi un percorso, il mio, ma anche quello
degli altri. Come non si sia mai solo il proprio percorso, come ogni cosa
non sia mai veramente solo per sè, specialmente quando è
forte come un Vento che ci sospinge o che ci gira intorno, inafferrabile.
L'unico modo di parlare col Vento è Cantare, o Danzare...
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